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ANTINCENDIO

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Con l'espressione "Prevenzione incendio" si intende in genere definire tutti

quegli accorgimenti messi in atto per ridurre l'eventualità di innesco di un

incendio e comunque per minimizzarne gli effetti, una volta che esso abbia

avuto inizio; come appare evidente, tale definizione è estremamente generale

e prescinde dal tipo di attività che si vuole considerare: un edificio (ad uso

pubblico o privato), un'industria, una galleria (stradale o ferroviaria), un

deposito di materiali, un impianto di estrazione di idrocarburi, etc.

Le azioni che intervengono nel diminuire la probabilità di innesco si

definiscono come azioni di prevenzione, quelle invece che intervengono per

diminuire il danno sono le azioni di protezione.

Progettare e prevenire

La pianificazione della protezione passiva è alla base sicurezza; la strategia antincendio pertanto deve essere parte integrante della progettazione dell’edificio sin dall’inizio e deve tener conto di ogni più piccolo dettaglio, compresi gli attraversamenti di tubazioni, cavi elettrici, canalizzazioni o servizi, nelle pareti come nei solai, previsti sin dall’inizio o aggiunti in corso d’opera.

La sigillatura degli attraversamenti è infatti troppo importante per essere sottovalutata. Troppo spesso infatti sono proprio gli attraversamenti a costituire l’anello debole delle compartimentazioni antincendio negli edifici e per questo devono essere accuratamente gestiti per mantenere inalterata la resistenza al fuoco degli elementi di separazione anche nei punti in cui è previsto un passaggio di servizi.

L’insidia maggiore è spesso costituita dagli attraversamenti che sfuggono all’occhio di progettisti, installatori e proprietari, vuoi perché meno visibili, nascosti in altri elementi o magari aggiunti in corso d’opera.

C'è attraversamento e attraversamento...

Non tutti gli attraversamenti sono uguali: alcune differenze sono dovute al tipo di compartimentazione (solaio, parete, ecc.), altre al tipo di impianto (cavi, canaline, tubi in plastica o in acciaio, con o senza isolamento, e così via.) e altre all’intero contesto (un ospedale, un’abitazione, un’industria petrolifera o una scuola avranno evidentemente rischi diversi e perfino le fiamme avranno caratteristiche diverse nei vari ambienti).

Ne deriva una importante conseguenza: occorre adottare sistemi di protezione differenti in relazione ad ogni specifica esigenza, avendo riguardo alla combustibilità dei vari ambienti, al tipo di calore sprigionato, ad eventuali altri elementi che potrebbero interferire, in senso positivo o negativo, con la propagazione delle fiamme.

Per esempio, cavi elettrici o telefonici, tubi di plastica e perfino alcuni isolamenti di tubazioni sono combustibili e quindi possono essere essi stessi veicolo per l’espandersi dell’incendio.

Nel caso dei cavi elettrici, ad esempio, gli attraversamenti chiamati a proteggerli avranno il duplice edifficile compito di evitarne non solo la combustione ma perfino il surriscaldamento, che potrebbe far perdere loro la funzione elettrica, con tutte le conseguenze che questo potrebbe comportare specie se proprio da quella dipendesse il funzionamento dell’impianto antincendio.

Oppure, nel caso dei tubi in plastica che pure sono facilmente incendiabili, questi possono altrettanto facilmente essere protetti con un collare intumescente che, in caso di incendio, comprimerà il tubo soffocando le fiamme e impedendo il passaggio dei fumi.

Insomma, la protezione passiva dal fuoco non può essere lasciata al caso e gli attraversamenti sono un tassello essenziale di questa protezione che deve essere accuratamente progettata e seguita con la massima attenzione dall’inizio del progetto fino alla chiusura del cantiere, ed attuata installando ogni volta il dispositivo più adeguato.

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